Accertata l’intermediazione di manodopera, ma la Cassazione dice no alla duplicazione dell’obbligo contributivo.

 

In materia di intermediazione e interposizione nelle prestazioni di lavoro è fatta salva l'incidenza satisfattiva di pagamenti eventualmente eseguiti da terzi, ai sensi del comma 1 dell'art. 1180 c.c., e quindi anche di quelli effettuati dal datore di lavoro fittizio, la cui conseguente responsabilità per il pagamento dei contributi previdenziali, che si aggiunge in via autonoma a quella del datore di lavoro effettivo in dipendenza dell’apparenza del diritto e dell’affidamento dei terzi di buona fede non può tuttavia derogare al principio che l’unico rapporto di lavoro rilevante verso l’ente previdenziale è quello intercorrente con il datore di lavoro effettivo.

 

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 20/16; depositata il 4 gennaio)

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