Con la stretta dell’omicidio stradale la palla passa ai vigili e alla polizia.

 

D’ora in poi sarà necessario concentrarsi molto bene sulla scena del sinistro perché spetta agli organi di vigilanza in prima battuta decidere le sorti della patente del conducente incorso con colpa in un grave sinistro stradale.

 

 

Il rischio concreto per lo sfortunato trasgressore è infatti quello di perdere la licenza di guida per un periodo molto prolungato anche semplicemente per aver fatto cadere un ciclista. E se dai rapporti della polizia si evidenzia una palese responsabilità dell’autista sarà il prefetto a disporre subito la sospensione cautelare dell’importante documento fino all’esito della sentenza definitiva di condanna. Lo ha chiarito il Ministero dell’Interno con la circolare del 25 marzo 2016. La legge 23 marzo 2016, n. 41, entrata in vigore il 25 marzo scorso ha innestato nell’ordinamento il reato di omicidio stradale e di lesioni personali gravi e gravissime differenziando la misura punitiva in proporzione al disvalore della condotta. A parere dell’organo di coordinamento dei servizi di polizia stradale, l’omicidio stradale è punito diversamente in proporzione alle diverse aggravanti previste. Oltre all’ipotesi generica disciplinata dall’art. 589 c.p., il nuovo articolo 589-bis c.p. introduce una serie di condotte imprudenti correlate alla guida alterata oppure particolarmente negligente. Per valutare meglio questi comportamenti, il Viminale specifica che occorrerà prestare particolare attenzione per esempio alla velocità del veicolo coinvolto ricercando ogni elemento utile per agevolare l’attività investigativa. Oltre alle risultanze degli strumenti di bordo dei veicoli sarà quindi molto utile reperire tracce, risultanze e riscontri anche testimoniali o tecnici. Lo stesso per verificare un eventuale passaggio con il semaforo rosso, la circolazione contromano, una inversione pericolosa, il sorpasso in prossimità di un attraversamento pedonale o con superamento della linea continua di mezzeria. Le stesse valutazioni tecniche andranno effettuate in caso di lesioni gravi o gravissime, prosegue la circolare, che ora risultano procedibili d’ufficio e non più a querela di parte. Anche in questo caso la polizia dovrà stare molto attenta a reperire informazioni, classificare elementi, testimoni e ricercare eventuali sistemi di videosorveglianza presenti sul posto, in grado di documentare meglio il sinistro. L’arresto in flagranza di reato sarà possibile anche in questo caso, eccetto se il conducente si è fermato per prestare soccorso.

Sia l’omicidio stradale che le lesioni gravi o gravissime risultano poi aggravati dalla mancanza della patente o dell’assicurazione. Oppure se il soggetto si è dato alla fuga dopo il sinistro. In caso di concorso di colpa scatterà una riduzione della pena fino alla metà. Siccome per tutte queste gravi ipotesi (omicidio, lesioni gravi e gravissime) è prevista la revoca prolungata della patente il prefetto potrà disporre la sospensione cautelare della licenza fino ad un massimo di 10 anni in caso di evidenti responsabilità del conducente desumibili dai rapporti degli organi di polizia intervenuti sul luogo del sinistro. E’ evidente la rinnovata importanza strategica degli organi di vigilanza incaricati di effettuare i rilievi degli incidenti. Se i vigili o i carabinieri non saranno precisi nell’immediatezza del sopralluogo il rischio è di classificare un evento grave in modalità errata costringendo lo sfortunato automobilista ad un riposo forzato dal volante anche molto lungo. Il ritiro immediato della patente da parte della polizia a parere del ministero risulta però una misura estrema da adottare solo quando è evidente una responsabilità esclusiva o prevalente del conducente. Diversamente sarà meglio riferire alla prefettura per il seguito del procedimento, prosegue l’istruzione centrale. La nuova procedibilità d’ufficio del reato di lesioni personali gravi o gravissime a parere del Viminale impone infine una rinnovata attenzione all’art. 221 del codice della strada che tratta della connessione degli illeciti amministrativi con i reati. Spetterà al giudice penale occuparsi delle destino di una multa connessa non pagata. Per questo motivo il ricorso in opposizione contro questo tipo di infrazioni amministrative dovrà essere proposto direttamente al tribunale e non più al giudice di pace.

 

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