Intervento a rischio: il chirurgo risponde della morte del paziente.


La Terza Sezione della Corte di Cassazione, con sentenza 18 febbraio 2016, n. 3173, ha dichiarato un chirurgo responsabile della morte di una paziente, conseguita al termine di un intervento di rimozione di ernia ombelicale, eseguito nonostante le condizioni cliniche della vittima lo sconsigliassero ed anzi lo rendessero altamente rischioso. La condotta del sanitario, nella circostanza, è stata ritenuta ulteriormente imprudente in quanto l’ospedale ove questi operava era privo del reparto di rianimazione: motivazioni, queste, giudicate idonee e sufficienti a radicare un giudizio di responsabilità civile a carico del medico.

Cass. Civ., Sez. III, 18 febbraio 2016, n. 3173


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