Il titolare o l'utilizzatore del passo carrabile deve pagare ugualmente il COSAP al Comune anche in assenza della concessione.

 

 

IlCASO.

 

Il Comune di Cagliari, mediante il proprio concessionario per la riscossione, inoltrava ad un contribuente 4 avvisi di pagamento inerenti il recupero del COSAP per l'occupazione e l'utilizzzo del suolo pubblico antistante il cancello di entrata servente la propria abitazione (passo carrabile). Il contribuente si opponeva alle dette richieste di pagamento adducendo per un verso - per due dei suddetti 4 avvisi di pagamento- di non essere proprietario dell'abitazione e, pertanto, di nulla dovere a tal titolo e, per altro verso ed in ogni caso, di non essere debitore in quanto non sussistenti i presupposti di legge per l'applicazione del Canone OSAP al caso di specie.

 

LA DECISIONE.

Il Tribunale di Cagliari con sentenza n° 512/2016 del 15/02/2016 -a seguito d'istruzione probatoria e di approffondita CTU - accoglieva parzialmente la domanda attorea annullando gli avvisi di pagamento che non afferivano l'occupazione del suolo pubblico antistante l'accesso alla sua proprietà, risultata, nel corso del giudizio, di altro soggetto.

Tuttavia, respingeva le difese attoree nel merito della res litigiosa ritenendo sussistenti i presupposti per l'applicazione del COSAP.

Al riguardo, il giudice evidenziava - preliminarmente aderendo alla giurisprudenza che attrae la giurisdizione della materia al giudice ordinario e non già a quello tributario - come correttamente il concessionario convenuto avesse sottoposto a canone OSAP il contribuente attore per l'occupazione e l'utilizzo particolare del suolo pubblico antistante la propria abitazione in quanto al servizio dello stesso immobile.

Il decidente, in particolare, rilevava che il COSAP - istituito dall'art. 63 del D.Lgs. n 446/1997 - è disciplinato dal regolamento comunale, ha come unico presupposto la sottrazione degli spazi e delle aree pubbliche all'utilizzazione diretta della collettività a vantaggio specifico dei singoli soggetti.

Più in particolare, nel caso del passo carrabile, il giudicante ha rilevato - nel richiamare l'art. 9, 2° comma, del Regolamento Comunale COSAP, secondo il quale è considerato passo carrabile ai fini dell’applicazione del canone “qualsiasi accesso ad una strada o ad un fondo oppure ad una area laterale, idonei allo stazionamento o alla circolazione di uno o più veicoli e che comporta un’opera visibile quale listoni di pietra o altro materiale oppure appositi intervalli lasciati nel marciapiede”- come "tale fattispecie è configurabile in tutti i casi di manufatti che si concretano in un’opera visibile realizzata con lo scopo di facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata", non ritenendo di alcun pregio -ad onta delle avverse doglianze- la circostanza che l'opera visibile fosse stata realizzata non già dall'attore bensì (come è emerso nel corso del giudizio) dal comune stesso o da altri soggetti.

Nel caso sub iudice, emergeva l'esistenza, nel punto di accesso alla proprietà dell'attore opponente, di una riduzione dell'altezza del marciapiede di circa 16 cm, costituendo essa un'opera visibile e permanente a servizio della proprietà del contribuente anche ai fini dell'applicazione del Canone OSAP agli effetti del vigente regolamento comunale.

 

La pronuncia in commento -oltre ad offrire una seppure succinta ricognizione della materia in disamina- ha il pregio di porre l'accento sulla particolare natura del Canone di occupazione di suolo pubblico, ovvero che esso può essere richiesto dall'amministrazione procedente allorquando -in concorrenza con gli altri presupposti di legge- si concretizzi la sottrazione degli spazi e delle aree pubbliche all'utilizzazione diretta della collettività a vantaggio specifico di singoli soggetti, non necessitando di altri requisiti per la sua applicazione se non quello di opere e manufatti visibili che consentano un utilizzo particolare e speciale d'un soggetto rispetto alla collettività.

Ebbene, l'utilizzo da parte dell'attore di quella parte di marciapiede antistante il cancello servente l'ingresso alla propria abitazione (costituita dalla presenza di un dislivello di 16 cm nel marciapiede che consente un più agevole ingresso alla stessa unità abitativa) è presupposto per l'applicazione del COSAP, prevedendo lo stesso regolamento comunale tale fattispecie; ciò anche in assenza d'una concessione di passo carraio previamente rilasciata dall'amministrazione comunale procedente.

 

SI RIPORTA SOTTO IL CONTENUTO DELLA SENTENZA IN COMMENTO.     

 

 

N. R.G. 9095/2012

TRIBUNALE ORDINARIO DI CAGLIARI SEZIONE SECONDA CIVILE
SENTENZA A VERBALE NELLA CAUSA N. R.G. 9095/2012 tra

 

xxxxxxxxxxx LECCA                                                                                                                            ATTORE

e

xxxx s.p.a.                                                                                                                                    CONVENUTA

Oggi 15 febbraio 2016 ad ore 9.00 ss. innanzi al dott. Paolo Corso, sono comparsi:

per xxxxxxxxx LECCA l’avv. MAMELI MARIA CRISTINA;

per xxxx SPA l’avv. SERRA PIERGIACOMO anche in sostituzione dell’avv. LACONI STEFANO.

I procuratori delle parti richiamano le conclusioni come in atti.

Dopo breve discussione orale, visto il carico del ruolo, il Giudice fissa le ore 16.00 per la lettura del dispositivo ex art. 281 sexies c.p.c.

Poiché all’ora fissata le parti non sono presenti, deposita la sentenza nel fascicolo telematico, che viene allegata al verbale in data odierna e contestualmente pubblicata in via telematica.

Il Giudice 

 

Sentenza n. 512/2016 pubbl. il 15/02/2016 RG n. 9095/2012 Repert. n. 581/2016 del 17/02/2016

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CAGLIARI
SEZIONE SECONDA CIVILE


Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Paolo Corso ha pronunciato mediante lettura del dispositivo all’udienza del 15/02/2016 ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 9095/2012, avente il seguente OGGETTO: opposizione ad avviso di pagamento,

promossa da:

xxxxxxxxx LECCA (C.F. xxxxxxxxxxxxxxxx), con il patrocinio dell’avv. Mameli Maria Cristina, elettivamente domiciliato in via Pitzolo 28 - Cagliari presso lo studio del difensore giusta procura a margine dell’atto introduttivo.

ATTORE

contro

xxxx s.p.a. (C.F. xxxxxxxxxxx), concessionaria del Comune di Cagliari per l’accertamento e la riscossione del COSAP, con il patrocinio dell’avv. Serra Piergiacomo, elettivamente domiciliata in via Farina 44 - Cagliari presso lo studio del difensore giusta procura a margine della comparsa di costituzione.

CONVENUTA

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con ricorso depositato in cancelleria il 3.12.2012 Lecca xxxxxxx, sostenendo la mancanza del presupposto per l'applicazione del tributo COSAP, ha richiesto l'annullamento degli inviti a pagamento nn°8479-8781 e nn° 8460-8762 con i quali l’xxxx s.p.a. - concessionaria per il Comune di Cagliari del servizio di accertamento e riscossione del COSAP - relativi al mancato pagamento, per gli anni 2010 e 2011, del canone relativo all’occupazione di suolo pubblico nella via xxxxxxxxx xxxxx, rispettivamente davanti ai numeri civici n° 66 e n° 98.

Si è costituita la società xxxx S.P.A., in qualità di concessionaria per il Comune di Cagliari del servizio di accertamento e riscossione del COSAP, la quale si è opposta alle avverse pretese ed ha richiesto la conferma degli inviti di pagamento per cui è causa.

La causa, istruita con prove testimoniali e documentali, espletata la CTU, é stata infine rimessa alla decisione del Tribunale ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c.

******

Preliminarmente deve ritenersi che appartenga alla giurisdizione di questo Tribunale l’oggetto del ricorso per cui è causa.

Deve infatti essere richiamata la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione (Sez. Un. Civili sentenza 30 marzo 2011 n. 7190) che, preso atto della natura extra-tributaria del COSAP, ha affermato il principio di diritto, dal quale non v'è motivo di discostarsi, secondo il quale "in tema di riparto di giurisdizione, spettano alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative al canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) dopo che la Corte costituzionale, con sent. n. 64 del 2008, ha dichiarato l'incostituzionalità, per contrasto con gli art. 103 Cost. e art. 6 disp. att., del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 2, come modificato dal D.L. n. 203 del 2005, art. 3 "bis", comma 1, lett. b), conv. in L. n. 248 del 2008, che aveva attribuito alle commissioni tributarie la cognizione sulle controversie sul canone in questione" (SS.UU. 28161/2008).

Tanto premesso, la domanda deve ritenersi fondata limitatamente all’impugnazione degli inviti di pagamento nn. 8479 e 8781 relativi all’occupazione dello spazio pubblico in corrispondenza del numero civico 66 di via xxxxxxxx (docc. 3 e 4 prod. ricorrente).

Dalla relazione del CTU - dalla quale non vi è motivo di discostarsi in quanto resa all’esito di approfondite indagini, in modo documentato e motivato, da parte di un tecnico del settore - è infatti emerso che l’immobile di proprietà ed in uso del Lecca si trova ai numeri civici 98/100 mentre la numerazione civica 66/68, nonostante risulti dalla visura storica del catasto, non corrisponde all’immobile di proprietà Lecca.

Pertanto, nulla è dovuto dall’odierno ricorrente quanto all’asserita occupazione dello spazio antistante il numero civico 68, e gli inviti di pagamento nn. 8479 e 8781 devono ritenersi conseguenza di un errore, poiché lo stesso civico 68 è stato soppresso ma non è stata aggiornata la numerazione né all’Ufficio Anagrafe del Comune né presso l’Agenzia del Territorio.

La stessa resistente ha ammesso che - alla luce delle evidenze di fatto - l’xxxx Spa con proprie determinazioni (n°2017/8479 e n 2018/8781) ha annullato in autotutela gli avvisi di pagamento n 8479 e 8781, in quanto emessi nei confronti d’un soggetto che non poteva essere considerato l’occupante e/o l’utilizzatore della porzione di suolo pubblico adoperata come passo carrabile, ed ha così rinunciato, limitatamente ai suindicati inviti a pagamento n° 8479 e 8781, alla relativa pretesa patrimoniale (docc. 7-8).

Conclusioni diverse devono trarsi quanto all’occupazione dello spazio pubblico in corrispondenza del numero civico 98 di via xxxxxxxx xxxxx al quale si riferiscono gli inviti di pagamento nn. 8460 e 8762 (docc. 1 e 2 prod. ricorrente), per le quali le pretese fatte valere nell’interesse dell’Amministrazione comunale devono ritenersi fondate.

Infatti, il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, istituito ex art. 63 del D.Lgs. n. 446/1997 e disciplinato dal vigente Regolamento Comunale, ha quale unico presupposto la sottrazione degli spazi e delle aree pubbliche all’utilizzazione diretta della collettività a vantaggio specifico di singoli soggetti.

Deve inoltre essere evidenziata la differenza esistente tra la TOSAP e il COSAP: quest’ultimo è un canone concepito come un quid ontologicamente diverso sotto il profilo strettamente giuridico dal tributo TOSAP in luogo del quale può essere applicato e risulta disegnato come corrispettivo di una concessione.

Al riguardo, ai sensi dell’art. 9 comma 2° del vigente Regolamento, è considerato passo carrabile ai fini dell’applicazione del canone “qualsiasi accesso ad una strada o ad un fondo oppure ad una area laterale, idonei allo stazionamento o alla circolazione di uno o più veicoli e che comporta un’opera visibile quale listoni di pietra o altro materiale oppure appositi intervalli lasciati nel marciapiede”: tale fattispecie è configurabile in tutti i casi di manufatti che si concretano in un’opera visibile realizzata con lo scopo di facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata (regolamento comunale COSAP: doc. 13).

Nel caso di specie, all’esito della CTU, è emersa l’esistenza - nel punto di accesso alla proprietà Lecca al numero civico 98 - di una riduzione dell’altezza del marciapiede di 16 cm, ed essa costituisce un’opera visibile e permanente a servizio della proprietà dell’odierno ricorrente anche ai fini dell’applicazione del canone Cosap agli effetti del vigente regolamento comunale.

La domanda deve pertanto essere accolta solo con riferimento ai relativi avvisi di pagamento. Le determinazioni sulle spese seguono la soccombenza parziale.

P .Q.M.

Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza disattesa o assorbita, così dispone:

1. parzialmente accogliendo il ricorso, annulla gli inviti di pagamento nn. 8479 (anno 2010) e 8781 (anno 2011) relativi all’occupazione dello spazio pubblico in corrispondenza del numero civico 66 di via xxxxxxxxx xxxxx;;

2. rigetta la domanda relativa agli inviti di pagamento nn. 8460 (anno 2010) e 8762 (anno 2011) per l’occupazione dello spazio pubblico in corrispondenza del numero civico 98 di via xxxxxxxxx xxxxx;

3. condanna l’xxxx s.p.a. a rimborsare a LECCA xxxxxxxxx le spese di lite nei limiti della metà, che si liquida in € 630,00 per competenze professionali, oltre rimborso spese forfettario ed accessori di legge, rimanendo compensate le altre spese;

4. pone a carico delle parti le spese per la CTU separatamente liquidate nella misura di metà per ciascuna.

Sentenza resa ex articolo 281 sexies c.p.c., pubblicata mediante allegazione al verbale telematico.

Cagliari, 15 febbraio 2016

Il Giudice dott. Paolo Corso

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