Nessuna preclusione per il convenuto: la contestazione della titolarità del diritto dedotto in giudizio è una mera difesa.

 

La titolarità della posizione soggettiva vantata in giudizio è un elemento costitutivo del diritto fatto valere con la domanda, che l’attore ha l’onere di allegare e di provare. Essa può essere provata in positivo dall’attore, ma può dirsi provata anche in forza del comportamento processuale del convenuto, qualora quest’ultimo riconosca espressamente detta titolarità oppure svolga difese che siano incompatibili con la negazione della titolarità. La difesa con la quale il convenuto si limiti a dedurre che l’attore non è titolare del diritto azionato costituisce una mera difesa e può quindi essere proposta in ogni fase del giudizio nonché rilevata d’ufficio dal giudice.

 

 

(Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza n. 2951/16; depositata il 16 febbraio)

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